
In diretta dall'Isola, con la I maiuscola.
La luna quasi piena illuminera' presto il full moon party.
Non e' di Rambo e della sua vendetta che vi parlo, non e' certo dell'incazzoso mister muscolo col mitragliatore che stermina eserciti come colonie di formiche. Non e' certo uno che sgozza e uccide uomini per missioni ai limiti dell'umano inseguito da una cinepresa e dalla truccatrice che puo' essere chiamato veramente Rambo.
Rambo bombe e steroidi lo lasciamo nel dvd, il mio Rambo e' un Rambo vero, il mio Rambo non si chiama John, si chiama Samien e vive nell'Isaan.
Samien e' un uomo di 74 anni, fisico snello, muscolatura asciutta ma presente, capello brizzolato ma mai fuori posto. Una maglietta e una tuta con delle ciabatte di cuoio i suoi vestiti, Samien non indossa la mimetica, non ha i muscoli gonfi, ma ha le palle d'acciaio. Samien ha pochi denti, ma morde e mangia carne come se fosse un leone, Samien ha anche la forza di un leone. Samien e' in piedi alle 5, senza telecamere, senza truccatori non va in palestra, va nell'orto, nei campi e si allena sollevando la zappa, raccogliendo frutta, sgozzando polli, fa sollevamento sacchi di riso. Samien sono 74 anni che vede solo questo, sono 74 anni che comanda la sua terra. La terra di Samien e' sempre in riga ed e' generosa con lui, lo teme e lo rispetta, e solo davanti a lui si inchina. Ma anche Samien, si inchina davanti a lei, e la ringrazia, la ama, e non la abbandonera' mai, perche' Samien quella terra se l'e' sudata e conquistata fino all'ultimo chicco di riso, fino all'ultimo frutto.
Samien se ne fotte della truccatrice e della telecamera, perche' il suo grande film inizia tutte le mattine e finira' con lui, Samien e' il suo film, Samien scrive il suo destino, lo disegna con le sue braccia. Samien, e' Rambo. Samien e' un vero eroe.
Ho conosciuto Samien in 3 mesi di Isaan, e' il nonnno di mia moglie. Non ci parlavamo molto, perche' non ci capivamo,ma abbiamo condiviso diversi momenti e tutte le sere io e Samien ci bevevamo il caffe' della Nescafe' insieme, prima di andare a dormire, e che caffe' preparava il nostro nonno. Un caffe' tosto e caldo, era un piacere condividerlo con lui, un uomo pulito dentro, nel cuore solo la sua terra e la sua famiglia.
Un giorno andai in campagna con lui e la nonna, aiutavo spesso la nonna nell'orto, magari lavori che mi sembravano troppo faticosi per lei, anche se in realta' avrebbe potuto avere dei lavoranti. Capii infatti che per lei il lavoro era piacere, come dargli torto? Quando lavori sulla tua terra, non puo' che essere una grande gioia vedere i frutti crescere e soddisfarti. Infatti avevano dipendenti solo per raccogliere il riso, tutto il resto volevano farlo loro. E ci provai anche io.
Il nonno amava pescare, e nella loro immensa proprieta' erano compresi anche due laghetti ricchi di piccoli pesci di una quindicina di centimetri, che il nonno una volta alla settimana pescava. Lo accompagnai con la solita immensa ignoranza che mi accompagna in queste esperienze, arrivammo al laghetto, vicino alla casa delle galline (c'erano almeno un centinaio di pulcini!!) e il nonno prese la rete. Dovevamo stendere la rete a meta' dentro il lago, un laghetto marrone, paludoso no, ma parecchio scuro ed immerso nella radura, ci poteva essere qualunque cosa immersa in quelle acque. Per un milanese come me, inquietante. Il nonno si spoglio' completamente e si immerse nel lago.
Gia' mi vedevo lottare con le anaconde...cercai di tergiversare, il nonno mi apostrofo' quasi con certezza una scarica di mini prese per il culo, mi calai nel lago con le ciabatte e i pantaloncini, tutto nudo mai. Sistemammo la rete e io sgattaiolai fuori, stavo impazzendo, sentivo di tutto strusciarmi tra le gambe, fuga sulla riva. Il nonno poi prese un bastone e si mise all'inizio del lago e inizio a battere l'acqua, e i pesci corsero verso la rete, e si intrappolarono. Ma rifiutai categoricamente di tornarci dentro, lo aspettai con il secchiello per caricarci i pesci, il nonno rise grassamente del piccolo straniero schifettoso, ma non fece storie. Mi disse solo di andare veloce a casa cosi preparavano la cena.
Tornai in pochi minuti a casa, attraversando la campagna, tra le risaie e i contadini che mi guardavano come un marziano, forse non perche' straniero, ma perche' bagnato fradicio, c'era un sole che spaccava le pietre. A casa consegnai il pesce tra risate generali e tornai dal nonno che stava mettendo a posto un capanno, una mano, qualche chiodo e poi la sera a cena. In tutto quello che faceva non potevo che ammirare la sua forza, 74 anni, come ammiravo da piccolo la forza di Romolo a Serralunga d'Alba, contadini, allevatori, vigne e nocciole, riso e frutta e pesce, in comune tutti quanti una grande forza, una grande dignita' e il grande amore per la terra.
Samien, in verita' tu sei Rambo e io saro' per sempre solo uno spettatore. Gesta eroiche? Si, io da spettatore posso dirti che per me sei tu l'eroe, John Rambo rimarra' sempre e solo un gran coglione a tuo confronto.
Samien, anche se non lo leggerai mai avevo bisogno di raccontarlo,
sei un grandissimo nonno, un grandissimo bevitore di caffe' e un grandissimo uomo.
Ti portero' sempre nei miei ricordi,
In diretta da un Isola con tanti uomini e pochi eroi,
con affetto
a.
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