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sabato 5 marzo 2011

Soffocare.

Se stai per metterti a leggere, evita.
Tra un paio di pagine vorrai essere da un'altra parte. Percio' lascia perdere.
Vattene.
Saprisci, finche' sei ancora intero.
Salvati.
Ci sara' pure qualcosa di meglio alla tv. Oppure, se proprio hai del tempo da buttare, che so potresti iscriverti a un corso serale. Diventare un dottore. Cosi magari riesci a tirare su due soldi. Ti regali una cena fuori. Ti tingi i capelli.
Tanto ringiovanire non ringiovanisci.
Quello che succede qui all'inizio ti fara' incazzare. E poi sara' sempre peggio.
Quello che trovi qui e' la stupida storia di vita vissuta di un tizio che mai al mondo vorresti conoscere. Questo coglioncello devi immaginartelo alto un metro e un cazzo e con una manciata di capelli biondi ben pettinati e con la riga da una parte. Questo stronzetto schifoso devi immaginartelo sorridente in una vecchia foto del tempi della scuola, con qualche dente da latte caduto e i primi denti veri che spuntano storti.
Devi immaginartelo con indosso uno stupido maglione a righe gialle e blu, regalo di compleanno, maglione che una volta era il suo preferito. E anche cosi' piccolo, devi immaginartelo che si rosicchia quelle sue unghiette da testolina di cazzo. Le suo scarpe preferite sono le Ked. Il suo cibo preferito, i merdosissimi hot dog.
Immaginati questo secchioncello che viaggia senza cintura di sicurezza su uno scuolabus rubato insieme alla sua mamma, dopoccena. Solo che nel parcheggio del motel dove stanno c'e' un'auto della polizia, percio' la Mamma tira dritto a cento/centoventi all'ora.
Questa e' la storia di uno stupido vermiciattolo che, poco ma sicuro, da piccolo doveva essere un imbecille piagnone spia come pochi.
Una fighetta da non credere.



Cosi inizia Soffocare di Chuck Palahniuk. Un libro splendido che ho mangiato in una notte. Era tempo che non mi capitava tra le mani una storia che mi rapisse sin dalle prime pagine.

Leggetelo, ogni mia parola suonerebbe infantile se tentassi di descrivere questo capolavoro.

Un abbraccio,
in diretta dall'Isola che non c'e',
a.

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